La normativa Novel Food

Introduzione

Il Regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativo ai nuovi alimenti, applicabile dal 1° gennaio 2018, fa sì che i nuovi alimenti siano sottoposti a una normativa più semplice, più chiara e a una procedura di autorizzazione più efficace e completamente centralizzata a livello dell’UE, permettendo agli alimenti sicuri e innovativi di essere introdotti rapidamente sul mercato dell’UE senza compromettere un alto livello della sanità pubblica.

Cos’è un nuovo alimento?

Un nuovo alimento è definito nel Regolamento (UE) 2015/2283 come un alimento non utilizzato in misura significativa per il consumo umano nell’Unione Europea prima del 15 maggio 1997, data in cui è entrata in vigore la prima normativa sui nuovi alimenti con il Regolamento (CE) 258/97.

Le fonti da cui provengono i nuovi alimenti sono le piante, gli animali, i microrganismi, le colture cellulari, i minerali, ecc. I nuovi alimenti possono provenire da categorie specifiche di alimenti (insetti, vitamine, minerali, integratori alimentari, ecc.), da alimenti risultanti da un processo di produzione e da prassi e tecnologie all’avanguardia (ad esempio nuova struttura molecolare o intenzionalmente modificata, nanomateriali), non prodotti né utilizzati prima del 1997 e che possono quindi essere considerati come nuovi alimenti.

Tra gli esempi di nuovi alimenti troviamo i prodotti agricoli di paesi terzi (semi di chia), le sostanze nutritive di nuova produzione (xeaxantina sintetica) o gli estratti di alimenti esistenti (proteine della colza). Gli alimenti geneticamente modificati (Regolamento (CE) 1829/2003), gli enzimi alimentari (Regolamento (CE) 1332/2008), gli additivi alimentari (Regolamento (CE) 1333/2008), gli aromi alimentari (Regolamento (CE) 1334/2008) e i solventi da estrazione (Direttiva 2009/32/CE) sono esclusi dal campo di applicazione di tale normativa.

I Novel Food non possono essere introdotti sul mercato né utilizzati negli alimenti destinati al consumo umano finché non vengono inseriti nell’elenco dell’Unione, che stipula le specifiche del nuovo alimento e le sue condizioni di utilizzo (dose, matrice alimentare, ecc.) e che riunisce i nuovi alimenti autorizzati a essere introdotti sul mercato dell’Unione europea.

Un ingrediente può trovarsi solo in una delle tre situazioni illustrate nello schema sottostante. L’ingrediente può essere non nuovo e quindi utilizzabile (salvo in caso di eventuali restrizioni nazionali), nuovo e quindi non autorizzato oppure nuovo nell’UE ma tradizionale in un paese terzo.

In ogni caso lo status di nuovo alimento di un ingrediente deve poter essere giustificato.

Come giustificare che un ingrediente non è nuovo?

Molte fonti documentali risultano utili per definire se un ingrediente è nuovo o no. Se l’ingrediente figura sull’elenco dell’Unione per i nuovi alimenti e/o sui suoi aggiornamenti (Regolamenti di esecuzione) corrisponde alle specifiche, alle condizioni di utilizzo, ecc. dei nuovi ingredienti già autorizzati? Anche gli elenchi positivi nazionali e le interpretazioni delle autorità nazionali negli Stati membri, che considerano l’ingrediente nativo prima della trasformazione, possono essere indicativi.

Il tipo di preparato di una pianta, il suo processo di fabbricazione, i solventi impiegati, il rapporto pianta/estratto, il tenore dei principi attivi, ecc. permettono di definire il carattere innovativo o meno di un preparato.
Se una pianta figura nell’elenco delle piante autorizzate, ciò non implica che tutte le preparazioni da essa derivate siano autorizzate.
Ad esempio l’Arrêté plantes (Decreto piante) francese precisa il tipo di preparato previsto per determinate piante (estratto idroalcolico per il guava, cottura per il tribolo, ecc.).

Il Catalogo Novel Food illustra le conoscenze condivise dagli Stati membri relativamente a determinati ingredienti. Dei documenti che permettano di dimostrare uno storico significativo del consumo umano in ambito alimentare nell’Unione Europea prima del 15 maggio 1997 possono così dimostrare lo status non Novel Food di un ingrediente. Tali documenti includono le statistiche di vendita, le fatture di vendita, gli elementi sulle quantità vendute, i documenti di importazione, le dichiarazioni o i certificati di altri Stati membri dell’UE (deve essere menzionato in modo chiaro che è stato valutato lo status di nuovo alimento), etichette datate, cataloghi, brochure di vendita, ricette di cucina… Va sottolineato che un semplice elenco dei prezzi o delle foto dei prodotti non sono sufficienti in quanto non dimostrano che il prodotto sia stato commercializzato nell’UE e/o prima del 1997. È importante che le prove del consumo indichino la data (antecedente il 15/05/1997) e il territorio di commercializzazione in questione (Unione Europea).

Come indicato nell’articolo 4 del Regolamento (UE) 2015/2283, gli operatori del settore alimentare devono verificare lo status o meno di Novel Food degli alimenti che introducono sul mercato. In caso di dubbi dovranno seguire il processo di consultazione al fine di determinare lo status di nuovo alimento ai sensi del Regolamento di esecuzione (UE) 2018/456.

Avete un dubbio sullo status di nuovo alimento di un ingrediente? Maggiori informazioni sul processo di consultazione per lo status di nuovo alimento